Un po' di storia del tattoo e del piercing

IL TATUAGGIO

STORIA DEL TATUAGGIO

IL SIGNIFICATO DEL TATUAGGIO

LE TECNICHE DEL TATUAGGIO

PIERCING


IL TATUAGGIO

Il tatuaggio è una delle più antiche forme di espressione artistica corporea, nella quale vengono applicate al corpo, segni, disegni, simboli o lettere attraverso l'impuntura dello strato superiore della pelle e la successiva iniezione di pigmenti colorati. Questa pratica è ormai comunemente accettata nella nostra società e nelle varie culture fatta eccezione per alcuni casi, come ad esempio nelle società giudaico-cristiane.
Il termine tatuaggio deriva dal rumore della pelle, che ha dato origine all'onomatopeia polinesiana "tau-tau" e in seguito all'inglese "tattoo" da cui in italiano tradotto "tatuaggio".
Chi decide di farsi tatuare decide di compiere un atto di espressione definitivo, intimamente personale e spesso irrazionale e impulsivo. Infatti chi decide di farsi un tatuaggio quasi sempre sceglie dei segni o simboli che hanno un significato per lui e che in qualche modo rafforzino l'immagine che egli ha di sé. Il tatuaggio è quindi un gesto serio e profondo, ma allo stesso tempo anche un gioco come lo sono tutte le altre forme di decorazione del corpo.
Al mondo esistono tanti tipi differenti di tatuaggi. La diversità del disegno, dei colori e anche delle parti del corpo in cui vengono collocati è strettamente legata al motivo per cui si è deciso di farsi tatuare.

STORIA DEL TATUAGGIO

La storia dei tatuaggi ha delle radici antichissime.
Alcune mummie egiziane vecchie di più di 2000 anni sono state rinvenute con dei tatuaggi.
Sono stati ritrovati tatuaggi anche su un uomo ritrovato al confine tra Italia ed Austria qualche anno fa col corpo congelato e mummificato risalente a circa 3000 anni fa.
Anche sui testi degli antichi Greci, dei Galli, dei Bretoni e persino nella Bibbia si fa riferimento ai tatuaggi che quindi sono antichi come la storia stessa dell'uomo.
La parola Tattoo deriva dal Taitiano "tattau" che significa "segnare". Proprio i Polinesiani più di qualsiasi altro popolo contribuirono all'evoluzione (e successivamente alla diffusione) del tatuaggio nel mondo.
Quando James Cook, il famoso esploratore inglese tornò dalla sua spedizione nel pacifico raccontò a tutti di questi strani segni che gli indigeni polinesiani si facevano disegnare sulla pelle e ben presto essi divennero un simbolo di esotismo in tutta l'Europa di quegli anni.

IL SIGNIFICATO DEL TATUAGGIO

In culture differenti, i tatuaggi hanno ed hanno avuto un significato differente.
I polinesiani associavavano quest'arte di decorazione del corpo alle loro credenze tribali e religiose.
I tatuaggi (realizzati secondo delle cerimonie religiose molto elaborate), avevano lo scopo di raccontare e testimoniare i passaggi fondamentali della vita di una persona: la tribù di appartenenza, il rango sociale, lo stato coniugale di un individuo.
Ai tempi dei romani erano usati per riconoscere gli schiavi ed i fuorilegge. Appartenere ad una di queste categorie rimaneva quindi un segno indelebile per tutta la vita.
Gli esploratori (in particolare i marinai) li usavano ai tempi delle colonizzazioni Inglesi come ricordo e testimonianza dei propri viaggi e delle proprie avventure per il mondo.
Oggi, avere un tatuaggio significa per alcuni seguire la moda e decorare il proprio corpo principalmente per un fatto estetico e nulla più. Per altri invece i tatuaggi sono un modo per comunicare e rivelano gli aspetti più profondi del proprio carattere.

LE TECNICHE DEL TATUAGGIO

Il tatuaggio si è quindi evoluto e differenziato nelle varie epoche, così come le tecniche ad esso connesse.
In passato erano particolarmente diffuse quelle basate sulla puntura e sulla cucitura.
Il tatuaggio per puntura consisteva nel tracciare il disegno sulla pelle , con un pennello o ricorrendo a stampini incisi, e successivamente nel praticare delle punture molto vicine tra loro mediane un ago intriso della sostanza colorante preferita.
Il tatuaggio per cucitura consisteva, invece, nel far scorrere sotto la pelle un filo imbevuto di colorante facendo attenzione a seguire le linee del disegno precedentemente tracciato.
I metodi utilizzati oggi sono tre: samoano, giapponese ed americano.

  • La tecnica samoana, per ora non rappresentata in Italia, introduce l'inchiostro sotto la pelle per mezzo di un bastoncino cavo e appuntito, che provoca un notevole dolore.

  • La tecnica giapponese prevede che gli aghi siano fatti entrare nella pelle obliquamente, con minor violenza, ma comunque in modo abbastanza doloroso.

  • La tecnica americana ricorre ad una macchinetta elettrica ad aghi, che determina sensazioni calde, vibranti, ma non dolorose.

L'idea di base è quella di fargli compiere 2 semplici operazioni a ripetizione:
Caricare l'ago con l'inchiostro
Scaricare l'inchiostro sotto l'epidermide
La frequenza con cui un ago effettua queste operazione va dalle 50 alle 3000 volte al minuto e dipende dal tratto che si sta usando e dal disegno stesso che si sta realizzando.
Anche gli aghi hanno un ruolo importante nel tatuaggio e possono avere larghezze differenti a seconda del tratto da eseguire (il contorno, la sfumatore, l'ombreggiatura o la colorazione).

 

PIERCING

Il piercing è una perforazione della pelle e dei tessuti, nella quale viene applicato all'interno del foro un oggetto in metallo.
I piercing si possono fare in qualsiasi parte del corpo, anche se ci sono delle parti preferite tipo le narici, le labbra, l'arco sopraccigliare, i capezzoli e persino i genitali.
Il piercing era assai diffuso nelle società antiche.
Nell'Egitto dei faraoni, ad esempio, era riservato alle persone di rango reale ed era invece proibito alle persone comuni;
nell'antica Roma, era un segno distintivo del coraggio: i soldati erano soliti applicarsi anelli ai capezzoli per dimostrare il proprio valore.
Nelle società occidentali odierne la pratica del piercing è stata dapprima un segnale di ribellione al conformismo e in seguito si è trasformata in una moda estetica.
Verso il 1970 gli esponenti del movimento punk utilizzarono il piercing come segno di appartenenza al gruppo e di rottura con le tradizioni e i valori della società borghese; a partire dalla metà del 1990 è divenuto quasi esclusivamente un ornamento estetico.